DECRETO LEGGE SALVA ITALIA

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Il disegno di legge A.S. n. 3066, “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, recante disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici”, è stato definitivamente approvato dal Senato il 22 dicembre 2011. La Camera dei deputati nel corso dell’esame aveva apportato alcune modifiche al testo del decreto-legge salva Italia.

Di seguito, S.E. & o. alcune disposizioni di maggior diretto interesse.

 

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 Aiuto alla crescita economica (Ace) – Articolo 1

Tra le misure per lo sviluppo vi è quella per l’aiuto alla crescita economica (Ace). La misura incentiva la capitalizzazione delle imprese, prevedendo sgravi fiscali per le imprese che aumentano il proprio patrimonio. In particolare la misura ha l’obiettivo di fornire un aiuto alla crescita mediante una riduzione della imposizione sui redditi derivanti dal finanziamento con capitale di rischio, nonché ridurre lo squilibrio del trattamento fiscale tra imprese che si finanziano con debito ed imprese che si finanziano con capitale proprio, rafforzando, quindi, la struttura patrimoniale delle imprese e del sistema produttivo italiano.

La misura, ai fini della determinazione del reddito complessivo netto dichiarato dalle società e dagli enti indicati nell’articolo 73, comma 1, lettere a) e b), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, ammette in deduzione un importo corrispondente al rendimento nozionale del nuovo capitale proprio, secondo disposizioni indicate nei  commi da 2 a 8. Il rendimento nozionale del nuovo capitale proprio è valutato mediante applicazione dell’aliquota percentuale individuata con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze da emanare entro il 31 gennaio di ogni anno, tenendo conto dei rendimenti finanziari medi dei titoli obbligazionari pubblici, aumentabili di ulteriori tre punti percentuali a titolo di compensazione del maggior rischio. Nel corso dell’esame parlamentare la Camera ha modificato il comma 5 relativo alle modalità di computo del capitale proprio, riferendo il “patrimonio netto” al capitale proprio esistente alla chiusura in corso al 31 dicembre 2010, in luogo dell’esercizio in corso nel primo anno di applicazione della disposizione stessa.

 

Agevolazioni fiscali riferite al costo del lavoro nonché per donne e giovani – Articolo 2

La misura prevede la totale deducibilità dell’IRAP sul costo del lavoro ai fini IRES e IRPEF. A decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2012 è ammesso in deduzione ai sensi dell’articolo 99, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con il decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, un importo pari all’imposta regionale sulle attività produttive determinata ai sensi degli articoli 5, 5-bis, 6, 7 e 8 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, relativa alla quota imponibile delle spese per il personale dipendente e assimilato al netto delle deduzioni spettanti ai sensi dell’articolo 11, commi 1, lettera a), 1-bis, 4-bis, 4-bis.1 del medesimo decreto legislativo n. 446 del 1997.

Si aggiungono i commi 1-bis e 1-ter. In particolare, al fine di coordinare il nuovo regime di deducibilità dell’IRAP con quello di cui all’articolo 6 del decreto-legge n. 185 del 2008, il nuovo comma 1-bis elimina da tale articolo il riferimento alla deducibilità delle spese per il personale dipendente e assimilato. La deducibilità dell’IRAP ai fini IRES e IRPEF per una quota pari al 10 per cento (di cui al richiamato articolo 6) resta quindi applicabile – a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2012 (nuovo comma 1-ter) – alla sola quota imponibile degli interessi passivi e oneri assimilati.

La disposizione contiene inoltre per il 2012 agevolazioni per lavoratori di sesso femminile e per quelli di età inferiore ai 35 anni, assunti a tempo indeterminato anche prima del 2012: la deduzione base passa da 4.600 euro a 10.600 euro e da 9.200 euro a 15.200 euro, per le aree svantaggiate (commi 2 e 3).

 

Programmi regionali cofinanziati dai fondi strutturali e rifinanziamento fondo di garanzia – Articolo 3

Viene finanziato un programma per accelerare l’utilizzo dei fondi strutturali europei. E’ istituito nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze  con una dotazione, in termini di sola cassa, di 1.000 milioni di euro per ciascuno degli anni 2012, 2013 e 2014  un “Fondo di compensazione  per  gli interventi volti a favorire lo sviluppo”, ripartito tra le singole Regioni sulla base del riparto dei fondi strutturali 2007-2013, cosi come stabilito dal Quadro Strategico Nazionale 2007-2013. La Camera ha modificato il comma 3 precisando, sotto il profilo formale, che la disposizione contenuta nel comma costituisce una clausola di compensazione finanziaria e non una copertura finanziaria vera e propria.

 

Detrazioni per interventi di ristrutturazione, di efficientamento energetico e per spese conseguenti a calamità naturali – Articolo 4

Vengono confermati gli incentivi per le ristrutturazioni edilizie e per il risparmio energetico. Con l’introduzione del nuovo articolo 16-bis (Detrazione delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici) al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (testo unico delle imposte sui redditi), e successive modificazioni, è possibile detrarre dall’imposta lorda un importo pari al 36 per cento delle spese documentate, fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 48.000 euro per unità immobiliare, sostenute ed effettivamente rimaste a carico dei contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi indicati nel medesimo articolo 16-bis. Tra essi sono ricompresi quelli relativi alla realizzazione di opere finalizzate alla cablatura degli edifici, al contenimento dell’inquinamento acustico, alla realizzazione di opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia, ecc.. Tra le spese sostenute che danno titolo ad usufruire della detrazione, inoltre, sono comprese quelle di progettazione e per prestazioni professionali connesse all’esecuzione delle opere edilizie e alla messa a norma degli edifici ai sensi della legislazione vigente in materia. La detrazione è ripartita in dieci quote annuali costanti e di pari importo nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi. Tali disposizioni entrano in vigore il 1° gennaio 2012. La detrazione fiscale del 55 per cento di efficientamento energetico  è esteso alle spese per interventi di sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria.

 

Misure per la stabilità del sistema creditizio – Articolo 8

Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a concedere la garanzia dello Stato sulle passività delle banche italiane e sulle loro obbligazioni per gli istituti di credito che ne faranno richiesta, previo vaglio della Banca d’Italia. La garanzia varrà per un periodo compreso tra tre mesi e cinque anni per le passività e a sette anni e per le obbligazioni bancarie di nuova emissione.

 

Regime premiale per favorire la trasparenza – Articolo 10

Al fine di promuovere la trasparenza e l’emersione di base imponibile, a decorrere dal 1° gennaio 2013, ai soggetti che svolgono attività artistica o professionale ovvero attività di impresa in forma individuale o con le forme associative (di cui all’articolo 5 del TUIR) sono riconosciuti, a determinate condizioni indicate nello stesso articolo, alcuni benefici, tra cui la semplificazione degli adempimenti amministrativi, l’assistenza negli adempimenti amministrativi da parte dell’Amministrazione finanziaria, l’accelerazione del rimborso o della compensazione dei crediti IVA. Un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate darà attuazione alle disposizioni predette. Viene inoltre affidato al citato provvedimento direttoriale anche la determinazione della decorrenza delle misure di semplificazione ivi contenute. Vengono aggiunti poi i commi da 13-bis a 13-decies, che recano disposizioni eterogenee in materia di riscossione dei tributi. In particolare: i commi 13-bis e 13-ter mirano a prorogare i termini per beneficiare della rateizzazione dei debiti tributari e a razionalizzarne complessivamente la disciplina. I commi da 13-quater a 13-sexies comportano un complessivo riassetto del sistema della remunerazione degli agenti della riscossione, sostituendo l’aggio previsto dalla legislazione vigente con un rimborso dei costi fissi risultanti dal bilancio certificato.

 

Emersione di base imponibile – Articolo 11

Tra le varie misure introdotte dall’articolo sull’emersione della base imponibile, si evidenzia che a far corso dal 1° gennaio 2012, gli operatori finanziari sono obbligati a comunicare periodicamente all’anagrafe tributaria le movimentazioni che hanno interessato i rapporti di cui all’articolo 7, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605 (Disposizioni relative all’anagrafe tributaria e al codice fiscale dei contribuenti), ed ogni informazione relativa ai predetti rapporti, necessaria ai fini dei controlli fiscali, nonché l’importo delle operazioni finanziarie indicate. Sulla base delle modifiche introdotte dalla Camera il comma 1 prevede che la sanzione penale in caso di dichiarazioni non rispondenti al vero si applica solo se si configurino le specifiche fattispecie previste dal decreto legislativo n. 74 del 2000 in ordine ai reati in materia di imposta sui redditi e sull’IVA. Si modificano anche i commi 2 e 3, prevedendo che i dati relativi alle movimentazioni dei rapporti di natura finanziaria, oggetto di specifico obbligo di comunicazione da parte degli operatori del settore, devono essere archiviati nell’apposita sezione dell’Anagrafe tributaria. In rapporto alle modalità della citata comunicazione, si specifica che il provvedimento attuativo del direttore dell’Agenzia delle Entrate sia adottato previa consultazione, tra l’altro, del Garante per la protezione dei dati personali. Viene inoltre disposto che l’obbligo di comunicazione al fisco sia esteso alle ulteriori informazioni strettamente necessarie ai fini dei controlli fiscali e che il predetto provvedimento attuativo contenga pure adeguate misure di sicurezza, di natura tecnica e organizzativa, per la trasmissione dei dati e per la relativa conservazione, che non può superare i termini massimi di decadenza previsti in materia di accertamento delle imposte sui redditi (quattro anni). La Camera ha modificato il comma 4, precisando, per quanto riguarda le finalità delle predette informazioni, che esse potranno essere utilizzate dal fisco anche per elaborare – con procedure centralizzate, secondo i criteri individuati con provvedimento direttoriale – specifiche liste selettive di contribuenti a maggior rischio di evasione, non più dunque dei singoli contribuenti a rischio. E’ stato inoltre aggiunto poi il comma 4-bis in base al quale l’Agenzia delle Entrate deve trasmettere annualmente una relazione riepilogativa al Parlamento con la quale sono comunicati i risultati relativi all’emersione dell’evasione, a seguito dell’applicazione delle disposizioni in materia dei suddetti obblighi di comunicazione. Infine con il comma 10-bis – aggiunto anche esso dalla Camera – invece si proroga dal 31 dicembre 2012 al 31 dicembre 2013 il termine per lo svolgimento di attività di accertamento connesse al recupero coattivo di somme non riscosse con i condoni e le sanatorie previsti dalla legge finanziaria 2003.

 

Semplificazione degli adempimenti e riduzione dei costi di acquisizione delle informazioni finanziarie – Articolo 11-bis

L’articolo, introdotto dalla Camera, dispone una misura di semplificazione, prevedendo che nell’espletamento delle procedure nel corso di un procedimento, le richieste di informazioni e di copia della documentazione ritenuta utile e le relative risposte , nonché le notifiche aventi come destinatari le banche e gli intermediari finanziari, sono effettuati esclusivamente in via telematica, previa consultazione dell’archivio dei rapporti di cui all’articolo 7, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, e successive modificazioni. Le richieste telematiche sono eseguite secondo le procedure già in uso presso le banche e gli intermediari finanziari. Con provvedimento dei Ministri interessati, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sentita l’Agenzia delle entrate, sono stabilite le disposizioni attuative.

 

Riduzione del limite per la tracciabilità dei pagamenti a 1.000 euro e contrasto all’uso del contante – Articolo 12

Il limite per la tracciabilità dei pagamenti viene ridotto a 1.000 euro. Passa da 500 a 1.000 euro la soglia massima dei pagamenti per cassa e l’importo massimo degli emolumenti (stipendi, pensione, compensi comunque corrisposti dalla pubblica amministrazione centrale e locale e dai loro enti) che possono essere erogati in denaro contante e stabilendo che oltre tale limite gli emolumenti medesimi debbono essere pagati con strumenti diversi dal denaro contante. Si posticipa poi al 31 marzo 2012 il termine entro il quale i libretti di deposito bancari o postali al portatore con saldo pari o superiore a mille euro devono essere estinti ovvero il loro saldo deve essere ridotto entro tale importo. Con riferimento alla nuova soglia per l’utilizzo del contante viene inoltre introdotta una moratoria per le infrazioni commesse dal 6 dicembre 2011 al 31 gennaio 2012. Viene inasprita la sanzione per le violazioni che riguardano i libretti di deposito bancari o postali al portatore con saldo pari o superiore a mille euro al 31 marzo 2012: la sanzione è pari al saldo del libretto stesso. Si posticipa di tre mesi il termine entro il quale le P.A. devono effettuare le operazioni di pagamento mediante l’utilizzo di strumenti telematici. Vengono inoltre ricomprese tra gli strumenti di pagamento elettronici – per stipendi, pensioni e compensi comunque corrisposti dalla P.A. centrale e locale e dai loro enti di importo superiore a mille euro – anche le carte elettroniche istituzionali. Viene inoltre precisato che le convenzioni con prestatori di servizi di pagamento, finalizzate a dotare le pubbliche amministrazioni di POS (point of sale) a condizioni agevolate, devono essere stipulate con i prestatori di servizi di pagamento tramite la Consip (non con gli intermediari finanziari attraverso le associazioni di categoria). Tra le altre modifiche all’articolo 12, si prevede, tra i soggetti coinvolti nella convenzione che deve definire le caratteristiche del conto corrente di base, anche la Banca d’Italia, Poste e le associazioni dei prestatori di servizi di pagamento. Si estende alle associazioni dei prestatori di servizi di pagamento, a Poste, al Consorzio Bancomat e alle imprese che gestiscono circuiti di pagamento, in aggiunta all’Associazione Bancaria Italiana, il compito di definire le regole generali per assicurare una riduzione delle commissioni interbancarie a carico degli esercenti in relazione alle transazioni effettuate mediante carte di pagamento. Si fissa al massimo dell’1,5% l’ammontare della commissione a carico degli esercenti per i pagamenti effettuati con strumenti di pagamento elettronici.

 

Anticipazione sperimentale dell’imposta municipale propria – Articolo 13

L’istituzione dell’imposta municipale propria è anticipata in via sperimentale a decorrere dal 2012 ed è applicata fino al 2014. L’andamento a regime dell’imposta è fissato al 2015. L’aliquota ordinaria dell’imposta è pari allo 0,76 per cento sulla rendita catastale, ma i comuni potranno modificare, in aumento o in diminuzione, l’aliquota di base sino a 0,3 punti percentuali o fino a 0,2 punti per l’abitazione principale e per gli immobili locati. L’aliquota è invece ridotta allo 0,4 per cento per l’abitazione principale e per le relative pertinenze, oltre che per gli immobili locati. Sull’abitazione principale è prevista una detrazione di euro 200. Al fine di ricavare la base imponibile dell’imposta municipale si farà riferimento a moltiplicatori indicati nel decreto.

La Camera ha modificato il comma 4 introducendo la lettera b-bis) che prevede il moltiplicatore dell’80 per cento per i fabbricati classificati nella categoria catastale D/5. E’ stato poi modificato poi il comma 10 introducendo una maggiorazione della detrazione spettante per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale, limitatamente agli anni 2012 e 2013, nella misura di 50 euro per ciascun figlio di età non superiore a 26 anni, purché dimorante abitualmente e residente anagraficamente nell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale, fino ad un importo complessivo non superiore a 400 euro. L’imposta municipale sugli altri immobili (abitazioni secondarie, negozi, impianti produttivi, centri commerciali) avrà l’aliquota pari allo 0,76 per cento sulla rendita catastale, modificabile dal comune in aumento o in diminuzione, sino a 0,3 punti percentuali, ma sarà divisa tra Stato e comune. L’imposta (anche per la parte statale) sarà accertata e riscossa dal comune.

L’imposta municipale assorbirà anche l’IRPEF sui redditi fondiari, mentre rimarranno l’IRPEF o la cedolare sui redditi da locazione.

 

Istituzione del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi – Articolo 14

A decorrere dal 1° gennaio 2013 è istituito in tutti i comuni del territorio nazionale il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi, a copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento, svolto in regime di privativa dai comuni e dei costi relativi ai servizi indivisibili dei comuni. Soggetto attivo dell’obbligazione tributaria è il comune nel cui territorio insiste, interamente o prevalentemente, la superficie degli immobili assoggettabili al tributo. Il tributo è dovuto da chiunque possieda, occupi o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Sono escluse dalla tassazione le aree scoperte pertinenziali o accessorie a civili abitazioni e le aree comuni condominiali di cui all’articolo 1117 del codice civile che non siano detenute o occupate in via esclusiva. Il nuovo tributo, che ricalca la RES (tributo sui rifiuti e servizi) introdotta nel decreto legislativo correttivo al federalismo fiscale, sostituirà la TARSU.

 

Disposizioni in materia di accise – Articolo 15

A decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto-legge, ossia dal 6 dicembre 2011, le aliquote di accisa sui carburanti (benzina e benzina con piombo, gasolio, gas di petrolio liquefatti, gas naturale per autotrazione) sono aumentati nel modo indicato nell’articolo 15.

 

Disposizioni per la tassazione di auto di lusso, imbarcazioni ed aerei – Articolo 16

A  partire dall’anno 2012 l’addizionale erariale della tassa automobilistica di cui al primo periodo è fissata in euro 20 per ogni chilowatt di potenza del veicolo superiore a centottantacinque chilowatt.

Dal 1° maggio 2012 le unità da diporto che stazionino in porti marittimi nazionali, navighino o siano ancorate in acque pubbliche, anche se in concessione a privati, sono soggette al pagamento della tassa annuale di stazionamento, calcolata per ogni giorno, o frazione di esso, nelle misure indicate dal decreto.

È istituita l’imposta erariale sugli aeromobili privati, di cui all’articolo 744 del codice della navigazione, immatricolati nel registro aeronautico nazionale, nelle seguenti misure annuali: L’imposta di cui al comma 13 è versata secondo modalità stabilite con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate da emanarsi entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto.

Durante l’esame della Camera è stato aggiunto anche il comma 15-ter con il quale si dispone una riduzione progressiva dell’addizionale erariale della tassa automobilistica al 60%, al 30% e al 15% dopo, rispettivamente, 5, 10 e 15 anni, prevedendo inoltre che l’addizionale non è più dovuta decorsi 20 anni. Per le unità da diporto, la tassa è ridotta del 15%, del 30% e del 45% decorsi, rispettivamente, 5, 10 e 15 anni. Si introduce, conseguentemente, la previsione di una clausola di copertura in base alla quale con decreto direttoriale della Amministrazione autonoma dei monopoli è rideterminata l’aliquota dell’accisa del tabacco da fumo in misura tale da conseguire un gettito pari all’onere derivante dal comma.

 

Canone RAI – Articolo 17

Le imprese e le società nella relativa dichiarazione dei redditi devono indicare il numero di abbonamento speciale alla radio o alla televisione la categoria di appartenenza ai fini dell’applicazione della tariffa di abbonamento radiotelevisivo speciale, nonché gli altri elementi che saranno eventualmente indicati nel provvedimento di approvazione del modello per la dichiarazione dei redditi, ai fini della verifica del pagamento del canone di abbonamento radiotelevisivo speciale.

 

Clausola di salvaguardia – Articolo 18

A garanzia dei risparmi previsti nella manovra estiva  dal taglio delle agevolazioni fiscali (articolo 40 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, a decorrere dal 1° settembre 2012 le aliquote IVA del 10 e del 21 per cento sono incrementate di 2 punti percentuali. A decorrere dal 1° gennaio 2014 le predette aliquote sono ulteriormente incrementate di 0,5 punti percentuali.

L’aumento dell’IVA è stato deliberato a copertura della clausola di salvaguardia e da attuare solo nel caso in cui sia necessario.

 

Disposizioni in materia di imposta di bollo su conti correnti, titoli, strumenti e prodotti finanziari nonché su valori “scudati” e su attività finanziarie e immobili detenuti all’estero – Articolo 19

La nuova formulazione dell’articolo 19 prevede (commi 1-5) sulla disciplina della tassazione sul bollo per gli strumenti finanziari, l’introduzione di una imposizione su base proporzionale pari all’1 per mille per il 2012 e all’1,5 per mille a decorrere dal 2013 e, al contempo, ampliamento della base imponibile su cui insiste l’imposta, al fine di includervi anche i prodotti finanziari non soggetti all’obbligo di deposito. Gli estratti conto bancari nonché gli estratti di conto corrente postale e rendiconti dei libretti di risparmio anche postali sono soggetti a una imposta fissa pari a: a) 34,20 euro se il cliente è persona fisica, con una esenzione (ai sensi della nota 3-bis del predetto articolo 13 modificata dal nuovo comma 2 dell’articolo in commento), qualora il valore medio di giacenza annuo non sia superiore a euro 5.000; b) 100 euro se il cliente è soggetto diverso da persona fisica. I commi da 6 a 12 dell’articolo 19 modificati alla Camera prevedono l’applicazione di un’imposta speciale annuale del 4 per mille sulle attività finanziarie oggetto di emersione a seguito delle disposizioni di cui agli articoli 12 e 15 del decreto legge n. 350 del 2001 e all’articolo 13-bis del decreto legge n. 78 del 2009 (c.d. scudo fiscale). Per gli anni 2012 e 2013 l’aliquota è stabilita rispettivamente nella misura del 10 e del 13,5 per mille. Rispetto al testo originario del decreto-legge, la norma specifica l’ambito oggettivo di applicazione, che riguarda le sole attività finanziarie e non quelle patrimoniali (previste invece dallo scudo). I nuovi commi 13-17 prevedono quindi una imposta sul valore degli immobili situati all’estero. E’ infine introdotta un’imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato..

 

Soppressione enti e organismi – Articolo 21

Per effetto delle modifiche introdotte dalla Camera al comma 1 è posticipato al 1° gennaio 2012 la soppressione di INPDAP ed ENPALS con conseguente trasferimento delle funzioni all’INPS che, nel testo originario del decreto-legge, era prevista dalla data di entrata in vigore del medesimo decreto. Fino al 31 dicembre 2011 gli enti da sopprimere possono svolgere solo atti di ordinaria amministrazione. Numerosi altri enti vengono soppressi, tra essi si citano: Agenzia nazionale per la regolazione e la vigilanza in materia di acqua (Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare), le cui funzioni sono trasferite al Ministero dell’ambiente, ad eccezione di quelle attinenti alla regolazione e al controllo dei servizi idrici, che sono trasferite all’Autorità per l’energia elettrica e il gas; l’Agenzia per la sicurezza nucleare  (Ministero per lo sviluppo economico),  le cui funzioni sono attribuite all’Autorità per l’energia elettrica e il gas; l’Agenzia nazionale di regolamentazione del settore postale (Ministero dello sviluppo economico) le cui funzioni sono attribuite all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Inoltre una serie di consorzi di fiumi e laghi confluiranno in un unico consorzio nazionale.

 

Altre disposizioni in materia di enti e organismi pubblici – Articolo 22

Verranno riordinate le Agenzie, incluse quelle fiscali, e gli enti e gli organismi strumentali. E’ stata disposta l’istituzione dell’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, denominata “ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane”, ente dotato di personalità giuridica di diritto pubblico, sottoposta ai poteri di indirizzo e vigilanza del Ministero dello sviluppo economico, che li esercita sentiti, per le materie di rispettiva competenza, il Ministero degli affari esteri ed il Ministero dell’economia e delle finanze. E’ stata introdotta alla Camera la disposizione sulla cabina di regia imprese-banche che dovrà decidere le linee guida che saranno messe in campo della nuova ICE. La cabina di regia sarà costituita dal presidente della Conferenza delle regioni e dai presidenti, rispettivamente, di Confindustria, Unioncamere, Rete Imprese Italia e ABI.

 

Riduzione dei costi di funzionamento di Autorità di Governo, del CNEL,  delle Autorità indipendenti e delle Province – Articolo 23

Viene ridotto il numero dei componenti delle Autorità amministrative indipendenti. Infatti, al fine di perseguire il contenimento della spesa complessiva per il funzionamento delle Autorità amministrative indipendenti, il numero dei componenti: 

a)         del Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni è ridotto da otto a quattro, escluso il Presidente;

b)         dell’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture è ridotto da sette a tre, compreso il Presidente:

c)         dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas è ridotto da cinque a tre, compreso il Presidente;

d)         dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato è ridotto da cinque a tre, compreso il Presidente;

e)         della Commissione nazionale per la società e la borsa è ridotto da cinque a tre, compreso il Presidente;

f)          del Consiglio dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo è ridotto da sei a tre, compreso il Presidente;

g)         della Commissione per la vigilanza sui fondi pensione è ridotto da cinque a tre, compreso il Presidente;

h)         della Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche è ridotto da cinque a tre, compreso il Presidente;

i)          della Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali è ridotto da nove a cinque, compreso il Presidente.

La disposizione non si applica ai componenti nominati alla data di entrata in vigore del presente decreto. Con riferimento all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, una modifica apportata dalla Camera afferma che in conseguenza della riduzione del numero dei membri del Consiglio, anche il numero dei componenti delle due commissioni (Commissione per le infrastrutture e le reti e Commissione per i servizi e i prodotti) è ridotto da quattro a due, escluso il presidente. Un’altra modifica al comma 2, introduce la disposizione in base alla quale, nel caso in cui il numero dei componenti delle Autorità, incluso il Presidente, risulti pari, ai fini delle deliberazioni, il voto del Presidente prevale. Attualmente tale criterio è previsto solo per il Garante per la protezione dei dati personali, che è un collegio in numero pari.

Al codice dei contratti pubblici è inserita una norma (comma 3-bis, dell’articolo 33 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163), che prevede per i Comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti l’affidamento delle funzioni di stazione appaltante di lavori, servizi e forniture alle unioni dei comuni, ai sensi dell’articolo 32 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

Il numero dei componenti del CNEL, dopo le modifiche della Camera, è fissato in 64, oltre al Presidente. La riduzione dei membri interessa i rappresentanti delle associazioni di promozione sociale e delle organizzazioni di volontariato, che ora sono ridotti da 10 a 6 membri complessivi.

Relativamente alle Province, viene disposto che spettano ad esse esclusivamente le funzioni di indirizzo politico e di coordinamento delle attività dei Comuni nelle materie e nei limiti indicati con legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze. Sono organi di governo della Provincia il Consiglio provinciale, composto da non più di dieci componenti eletti dagli organi elettivi dei Comuni ricadenti nel territorio della Provincia, ed il Presidente della Provincia, eletto dal Consiglio provinciale tra i suoi componenti.  Tali organi durano in carica cinque anni. E’ stato modificato il comma 14: viene precisata la natura delle funzioni assegnate alle province che sono quelle di indirizzo (nel testo originario di indirizzo politico) e di coordinamento delle attività dei comuni. Sono stati modificati i commi 16 e 18 stabilendo un termine più ampio per l’attuazione della riforma: il termine per l’adozione della nuova legge elettorale provinciale e quello per l’adozione delle leggi, statale e regionali, per il trasferimento delle funzioni dalle province ai comuni, sono stati spostati dal 30 aprile al 31 dicembre 2012. Modificato il comma 17 specificando che la nuova legge elettorale disciplinerà non solamente l’elezione del consiglio provinciale, ma anche quella del presidente della provincia.

 

Emolumenti o retribuzioni a carico delle finanze pubbliche – Articolo 23-bis

L’articolo 23-bis prevede che con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, sia ridefinito il trattamento economico annuo onnicomprensivo di chiunque riceva emolumenti o retribuzioni a carico delle finanze pubbliche nell’ambito di rapporti di lavoro dipendente o autonomo con amministrazioni pubbliche statali, incluso il personale non contrattualizzato di cui all’articolo 3 del decreto legislativo n. 165 del 2001, stabilendo come parametro massimo di riferimento il trattamento del primo Presidente della Corte di cassazione.

 

Disposizioni in materia di trattamenti pensionistici – Articolo 24

A decorrere dal 1° gennaio 2012, con riferimento ai lavoratori di cui all’articolo 1, comma 13, della legge 8 agosto 1995, n. 335, con riferimento alle anzianità contributive maturate a decorrere dalla predetta data la relativa quota di pensione corrispondente alle predette anzianità contributive è calcolata secondo il sistema contributivo.

In generale, da gennaio 2012, sarà esteso il sistema contributivo pro rata per tutti, prevista l’abolizione del sistema delle quote, legate alla somma di età anagrafica e contributiva; per le pensioni di anzianità le uscite anticipate saranno possibili con 42 anni e un mese di contribuzione per gli uomini e 41 anni e un mese per le donne. Scomparirà pian piano il sistema retributivo e con il sistema contributivo conterà di più l’età minima di accesso alla pensionamento e quindi si potrà lasciare il lavoro con questo requisito (che sarà per tutti di 66 anni) e con 20 anni di contributi. Dal 2012, scatta poi l’immediato aumento a 66 anni (67 anni nel 2022) della soglia di vecchiaia per gli uomini e a 62 per le donne, che dovrà rapidamente salire a 66 anni entro il 2018 e che per tutti i lavoratori sarà agganciata a un sistema flessibile fino a 70 anni di età. Per quel che riguarda le pensioni, nel 2012 gli assegni di importo pari a 1.402 euro al mese continueranno a beneficiare del 100% della rivalutazione di cui all’indice ISTAT, mentre quelle di importo superiore non vedranno alcun aumento. Nel 2013, invece, beneficeranno dell’ adeguamento all’inflazione solo trattamenti di importo inferiore a 936 euro al mese. Esclusi dalle nuove misure delle pensioni, coloro che maturano i requisiti attualmente in vigore entro il 31 dicembre 2011, i lavoratori in mobilità, alla data del 31 ottobre 2011, e quelli che rientrano nei piani di esubero (banche e assicurazioni, ecc.), anche se raggiungono i requisiti dopo la fine dell’anno in corso. Per effetto delle modifiche introdotte alla Camera, è stata apportata una novità sull’età pensionabile per coloro che dal 1° gennaio del 2012 compirebbero 60 anni e sulla base delle leggi ancora oggi in vigore avrebbero avuto il diritto di andare in pensione, con determinati requisiti. Per loro è stata prevista un’agevolazione sul diritto alla pensione, a patto che entro il 31 dicembre 2012 vengano compiuti almeno 60 anni di età e siano stati maturati almeno 20 anni di contributi. Queste persone potranno andare in pensione a 64 anni, ossia in anticipo di un paio di anni sui 66 anni e 7 mesi, previsti a partire dal 2018, per effetto anche dell’adeguamento dell’età pensionabile alla vita media. Per coloro che entro il 31 dicembre del 2012 avranno maturato almeno 35 anni di contributi e con il precedente sistema delle quote avrebbero ottenuto la pensione di anzianità, il diritto sarà conservato, purché la pensione sia richiesta a un’età minima di 64 anni. Ridotte le penalità per chi va in pensione con il metodo di calcolo interamente contributivo, prima dei 62 anni di età, ossia coloro che abbiano maturato almeno 42 anni e un mese di contributi (uomini) o 41 anni e un mese (donne). Potranno richiedere la pensione prima del raggiungimento dei 62 anni minimi richiesti, ma con una penalizzazione dell’1% all’anno sull’importo pensionistico, per chi andrà in pensione a 60 o 61 anni di età.

Infine aumenta l’aliquota contributiva per i lavoratori artigiani e commercianti iscritti alla gestione separata dell’INPS.

 

Prescrizione anticipata delle lire in circolazione – Articolo 26

In deroga alle disposizioni di cui all’articolo 3, commi 1 ed 1 bis, della legge 7 aprile 1997, n. 96, e all’articolo 52-ter, commi 1 ed 1 bis, del decreto legislativo 24 giugno 1998, n. 213, le banconote, i biglietti e le monete in lire ancora in circolazione si prescrivono a favore dell’Erario con decorrenza immediata ed il relativo controvalore è versato all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnato al Fondo ammortamento dei titoli di Stato.

 

Acquisizione di beni e servizi attraverso il ricorso alla centrale di committenza nazionale e interventi per l’editoria – Articolo 29

Le amministrazioni pubbliche centrali inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, possono avvalersi, sulla base di apposite convenzioni per la disciplina dei relativi rapporti, di Consip S.p.A., nella sua qualità di centrale di committenza ai sensi dell’articolo 3, comma 34, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, per le acquisizioni di beni e servizi al di sopra della soglia di rilievo comunitario.

Allo scopo di agevolare il processo di razionalizzazione della spesa e garantire gli obiettivi di risparmio previsti dalla legislazione vigente, ivi compresi quelli previsti dall’art. 3, comma 66, della legge 12 novembre 2011, n. 183, gli enti nazionali di previdenza e assistenza sociale possono avvalersi di Consip S.p.A. per lo svolgimento di funzioni di centrale di committenza di cui all’articolo 3, comma 34, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, anche con particolare riferimento allo sviluppo di progetti informatici, stipulando apposite convenzioni per la disciplina dei relativi rapporti.

In tema di editoria, il Governo provvede, con decorrenza dal 1° gennaio 2012, a rivedere il regolamento emanato con decreto del Presidente della Repubblica 25 novembre 2010, n. 223, al fine di conseguire il risanamento della contribuzione  pubblica, una più rigorosa selezione dell’accesso alle risorse,  nonché risparmi nella spesa pubblica. Detti risparmi, compatibilmente con le esigenze di pareggio di bilancio, sono destinati alla ristrutturazione delle aziende già destinatarie della contribuzione diretta, all’innovazione tecnologica del settore, a contenere l’aumento del costo delle materie prime,   all’informatizzazione della rete distributiva.

 

Introduzione dell’impiego di software libero negli uffici pubblici per la riduzione dei costi della pubblica amministrazione – Articolo 29-bis

L’articolo aggiunto alla Camera, novellando l’articolo 68, comma 1, lettera d)  del codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, consente alla pubblica amministrazione acquisizione di programmi informatici appartenenti alla categoria del software libero o a codice sorgente aperto.

 

Fondo per le esigenze indifferibili – Articolo 30

Il comma 8-bis è volto ad includere nell’elenco degli interventi finanziati sulle risorse del Fondo esigenze urgenti e indifferibili per il 2012 la voce relativa agli interventi di sostegno all’editoria e al pluralismo dell’informazione.

 

Soppressione limitazioni esercizio attività professionali – Articolo 33

L’articolo è stato  praticamente riscritto nel passaggio alla Camera. Viene sostituito, novellando interamente il comma 2 dell’articolo 10 della legge n.  183 del 2011, che interviene sul testo dell’articolo 3 del decreto-legge n. 138 del 2011, al fine di specificare che le norme vigenti sugli ordinamenti professionali che saranno abrogate con effetto dall’entrata in vigore dell’apposito regolamento governativo e in ogni caso dalla data del 13 agosto 2012 sono quelle in contrasto con i principi di liberalizzazione di cui al comma 5 del medesimo articolo 3. Viene aggiunto un nuovo comma in base al quale il Governo entro il 31 dicembre 2012 è tenuto a redigere un testo unico delle disposizioni aventi forza di legge che non risultino abrogate a seguito dell’entrata in vigore del predetto regolamento governativo ovvero a decorrere dalla data del 13 agosto 2012.

 

Liberalizzazione delle attività economiche ed eliminazione dei controlli ex-ante – Articolo 34

Al fine di garantire la libertà di concorrenza secondo condizioni di pari opportunità e il corretto ed uniforme funzionamento del mercato, nonché per assicurare ai consumatori finali un livello minimo e uniforme di condizioni di accessibilità ai beni e servizi sul territorio nazionale.

Sono abrogate le seguenti restrizioni disposte dalle norme vigenti:

a) la limitazione del numero di persone che sono titolate ad esercitare un’attività economica in tutto il territorio dello Stato o in una certa area geografica attraverso la concessione di licenze o autorizzazioni amministrative per l’esercizio;

a) il divieto di esercizio di una attività economica al di fuori di una certa area geografica e l’abilitazione a esercitarla solo all’interno di una determinata area;

b) l’imposizione di distanze minime tra le localizzazioni delle sedi deputate all’esercizio di una attività economica;

c) il divieto di esercizio di una attività economica in più sedi oppure in una o più aree geografiche;

d) la limitazione dell’esercizio di una attività economica ad alcune categorie o divieto, nei confronti di alcune categorie, di commercializzazione di taluni prodotti;

e) la limitazione dell’esercizio di una attività economica attraverso l’indicazione tassativa della forma giuridica richiesta all’operatore;

f) l’imposizione di prezzi minimi o commissioni per la fornitura di beni o servizi.

g) l’obbligo di fornitura di specifici servizi complementari all’attività svolta.

 

Liberalizzazione del settore dei trasporti – Articolo 37, commi 1 e 2

Il Governo mediante regolamenti di delegificazione, ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge n. 400 del 1988 dovrà adottare disposizioni volte a realizzare una compiuta liberalizzazione e un’efficiente regolazione nel settore dei trasporti e dell’accesso alle relative infrastrutture (la norma, nella formulazione originaria, non conteneva riferimenti alla regolazione né alle modalità di accesso alle infrastrutture). La modifica introdotta nel comma 2 prevede che le condizioni di accesso eque e non discriminatorie devono essere garantite dall’Autorità indipendente anche alla mobilità urbana collegata a stazioni, aeroporti e porti.

 

Misure in materia di politica industriale – Articolo 38

E’ modificato l’articolo 1, comma 356, della legge 30 dicembre 2004, n. 311 (legge finanziaria 2005), prevedendosi per il CIPE la possibilità di adottare delibere per interventi agevolativi  alle  imprese anche per le iniziative e programmi di ricerca e sviluppo realizzati nell’ambito dei progetti di innovazione industriale di cui all’articolo 1, comma 842 (Industria 2015), della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

 

Misure per le micro, piccole e medie imprese – Articolo 39

In materia di fondo di garanzia a favore delle piccole e medie imprese, la garanzia diretta e la controgaranzia possono essere concesse a valere sulle disponibilità del Fondo di garanzia a favore delle piccole e medie imprese di cui all’art. 2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e successive modificazioni ed integrazioni, fino all’80 per cento dell’ammontare delle operazioni finanziarie a favore di piccole e medie imprese e consorzi ubicati in tutto il territorio nazionale, purché rientranti nei limiti previsti dalla vigente normativa comunitaria. La misura della copertura degli interventi di garanzia e controgaranzia, nonché la misura della copertura massima delle perdite è regolata in relazione alle tipologie di operazioni finanziarie, categorie di imprese beneficiarie finali, settori economici di appartenenza e aree geografiche, con decreto di natura non regolamentare, adottato dal Ministro dello sviluppo economico, d’intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze. Con l’introduzione del comma 7-bis da parte della Camera si stabilisce che una quota del Fondo di garanzia a favore delle PMI debba essere riservata ad interventi di garanzia a favore del microcredito per la microimprenditoria. Il compito viene attribuito all’Ente nazionale per il microcredito di stipulare convenzioni con enti pubblici e privati e istituzioni anche europee per l’incremento delle risorse del Fondo dedicate alla microimprenditorialità.

 

Riduzione degli adempimenti amministrativi per le imprese – Articolo 40

In materia di semplificazione degli adempimenti per la registrazione dei clienti nelle strutture ricettizie, l’articolo 40, comma 1, come modificato nel corso dell’esame della Camera, sostituendo il comma 1 dell’articolo 109, comma 3, del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (regio decreto 18 giugno 1931, n. 773), dispone che l’unico adempimento da parte dei gestori di esercizi alberghieri o di altre strutture ricettizie sia la comunicazione, entro le ventiquattrore successive all’arrivo, alle questure territorialmente competenti delle generalità delle persone alloggiate unicamente mediante mezzi informatici o telematici, o mediante fax, secondo le modalità stabilite con decreto del ministro dell’interno, sentito il Garante per la protezione dei dati personali.

L’articolo 40, comma 2, prevede riduzioni degli oneri in materia privacy, apportando alcune modifiche al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. La modifica di fatto determina la sottrazione delle società, enti ed associazioni dall’ambito di applicazione del codice della privacy e, dunque, dalla relativa disciplina. Infatti la disposizione del decreto-legge n. 201 del 2011 apportando modifiche alle definizioni di “dato personale” e di “interessato” contenute nell’articolo 4 del codice della privacy, sancisce che non sono dati personali quelli di “persone giuridiche, enti ed associazioni” e che questi ultimi non vanno considerati quali “interessati” ai fini dell’applicazione della normativa sulla tutela dei dati personali. Il decreto-legge non è intervenuto sulla definizione di “abbonato” con la conseguenza che “persone giuridiche, enti ed associazioni” continuano a dover essere considerati abbonati. Secondo un’interpretazione letterale delle norme si potrebbe giungere alla conclusione che società, enti ed associazioni che hanno perduto la tutela, sotto il profilo della privacy, in relazione ai propri dati, mantengono i loro diritti quando si tratti di telemarketing. Infatti la lettera f), comma 2, dell’articolo 4 del codice della privacy, che definisce il concetto di “abbonato”, non è stata modificata e la persona giuridica continua a rientrarvi; pertanto leggendo la disposizione con il combinato degli articoli 129 e 130 comma 3-bis del codice privacy, ne deriva che il regime di opposizione e di iscrizione nel registro continuerà ad applicarsi alle persone giuridiche. Tuttavia si osserva che, ai sensi dell’articolo 130 del codice per la tutela dei dati personali, in materia di “comunicazioni indesiderate”, le società, gli enti e le associazioni, a seguito delle modifiche introdotte dal decreto-legge, possono essere destinatari di comunicazioni effettuate attraverso “l’uso di sistemi automatizzati di chiamata senza l’intervento di un operatore”, giacché non possono più considerarsi tra i soggetti “interessati” che, a norma di tale disposizione possono prestare o non prestare il consenso al trattamento. Per tale motivo si può concludere sul punto che il quadro normativo non è ancora del tutto chiaro, anche se essa si va allineando al quadro normativo europeo.

Il comma 5 dell’articolo 40 in materia di bonifica dei siti inquinati, per semplificare gli adempimenti delle imprese, con riferimento all’articolo 242 (Procedure operative ed amministrative) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale) afferma che possono essere     autorizzati interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e di messa in sicurezza degli impianti e delle reti tecnologiche, purché non compromettano  la possibilità di effettuare o completare gli interventi di bonifica che siano  condotti adottando appropriate misure di prevenzione dei rischi.

Nel corso dell’esame alla Camera, all’articolo 40 è stato introdotto il comma 9-bis che, modificando il testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici relativamente al trasferimento di impianti e rami d’azienda, afferma: «All’articolo 27 del testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, è aggiunto, in fine, il seguente comma: “7-bis. La cessione anche di un singolo impianto radiotelevisivo, quando non ha per oggetto unicamente le attrezzature, si considera cessione di ramo d’azienda. Gli atti relativi ai trasferimenti di impianti e rami d’azienda ai sensi del presente articolo, posti in essere dagli operatori del settore prima della data di entrata in vigore delle disposizioni di cui al presente comma, sono in ogni caso validi e non rettificabili ai fini tributari.”».

 

Misure per le opere di interesse strategico – Articolo 41

E’ previsto che il Documento di finanza pubblica individui l’elenco delle infrastrutture da ritenersi prioritari sulla base di criteri indicati. Inoltre viene sostituito l’articolo 175 del codice appalti (decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163). E’ previsto che il Ministero delle infrastrutture pubblichi sul sito informatico di cui al decreto del Ministro dei lavori pubblici in data 6 aprile 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 100 del 2 maggio 2001, nonché nella Gazzetta Ufficiale italiana e dell’Unione europea, la lista delle infrastrutture inserite nel programma di cui all’articolo 161, comma 1, per le quali i soggetti aggiudicatori intendono ricorrere alle procedure della finanza di progetto disciplinate dal presente articolo. Nella lista è precisato, per ciascuna infrastruttura, l’ufficio del soggetto aggiudicatore presso il quale gli interessati possono ottenere le informazioni ritenute utili.

 

Misure per l’attrazione di capitali privati – Articolo 42

La disposizione modifica il codice dei contratti pubblici (articolo 143, comma 5, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163) disponendo, in materia di project financing, che le amministrazioni aggiudicatrici, previa analisi di convenienza economica, possano prevedere nel piano economico finanziario e nella convenzione, a titolo di prezzo, la cessione in proprietà o in diritto di godimento di beni immobili nella loro disponibilità o allo scopo espropriati la cui utilizzazione ovvero valorizzazione sia necessaria all’equilibrio economico finanziario della concessione.

 

Elenco-anagrafe nazionale delle opere pubbliche incompiute – Articolo 44-bis

Con l’approvazione di un emendamento nel corso dell’esame della Camera è stato introdotto l’articolo 44-bis recante “Elenco-anagrafe nazionale delle opere pubbliche incompiute”.

quanto sopra S.E. & O.

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