I VERSAMENTI / PRELEVAMENTI BANCARI IN CONTANTI NON COSTITUISCONO VIOLAZIONI

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L’UTILIZZO DEL DENARO CONTANTE

A seguito della modifica dell’art. 49, D.Lgs. n. 231/2007 e della conseguente riduzione della soglia per i trasferimenti di denaro contante non è possibile effettuare pagamenti tra soggetti diversi in un’unica soluzione in contanti di importo pari o superiore a € 2.500.

N.B. I trasferimenti eccedenti tale limite vanno eseguiti tramite intermediari abilitati (banche, Poste, ecc.).

La limitazione riguarda complessivamente il valore oggetto di trasferimento ed è applicabile anche alle c.d. “operazioni frazionate”, ossia a quei pagamenti inferiori al limite che appaiono artificiosamente frazionati.

N.B. Il frazionamento in più importi inferiori al limite è ammesso nel caso in cui lo stesso sia previsto dalla prassi commerciale o da accordi contrattuali (pagamento a rate).

Ai sensi dell’art. 51, D.Lgs. n. 231/2007 i soggetti interessati al rispetto degli obblighi antiriciclaggio (banche, Poste, dottori commercialisti ed esperti contabili, società di servizi, ecc.) devono comunicare, entro 30 giorni, al MEF le infrazioni circa l’uso del contante delle quali gli stessi hanno avuto cognizione.

N.B. Per le violazioni di importo inferiore a € 250.000, la comunicazione in esame va inoltrata alla competente Direzione Provinciale dei servizi vari.

La nuova disposizione sopra citata è stata oggetto di un recente intervento da parte del MEF, Dipartimento del Tesoro, condiviso con la Banca d’Italia, l’Unità di informazione finanziaria (UIF) e la Guardia di finanza.

A seguito del riscontro di un aumento delle segnalazioni di irregolarità provenienti da aziende di credito il Dipartimento del Tesoro del MEF, nella Circolare 4.11.2011 ha ribadito che “le operazioni di prelievo e/o di versamento di denaro contante richieste da un cliente non concretizzano automaticamente una violazione dell’articolo 49”.

Di conseguenza un’azienda di credito che riscontra l’effettuazione di un prelevamento o versamento in contanti pari o superiore a € 2.500 non deve inviare la prescritta comunicazione al MEF.

 

 

 

tratto da circolare fiscale Seac

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